Articoli


Clicca per ingrandire

Ogni anno, in Italia, avvengono 60.000 casi di arresto cardiaco, di cui l’80% a domicilio, il restante 20% in strada o in altri ambienti.

Se si considera che il 70% degli arresti avviene in presenza di altre persone, ci rendiamo conto di quanto possa essere importante la formazione di noi tutti per fare un eventuale intervento di rianimazione cardiopolmonare. Subito, senza far passare i fatidici 5 minuti, che comportano gravi danni neurologici, anche se il cuore riparte.

Le morti improvvise nello sport per arresto cardiaco sono significative. Una recente statistica quantifica in circa 600 casi nell’arco di 6 anni nel nostro paese. Nel calcio, nel ciclismo, nello sci come nel tennis. Ma anche nel podismo e nel fitness. Fra gli sportivi e gli atleti questi eventi sono due o tre volte più frequenti che nella popolazione normale. Nei giovani sono provocati da cardiomiopatie non conosciute, nell’adulto da cardiopatie ischemiche.

Ecco allora l’importanza di un apparecchio che consente, spesso, di salvare una vita pur di essere usato in maniera tempestiva da persona addestrata: il defibrillatore.

Il defibrillatore semiautomatico (DAE, Defibrillatore Automatico Esterno) è un dispositivo che effettua la defibrillazione del muscolo cardiaco, tramite sensori che riconoscono l’arresto cardiaco dovuto ad aritmie o fibrillazione ventricolare o ancora a tachicardia ventricolare.

Quando le piastre adesive (elettrodi) vengono applicate sul petto del paziente, il dispositivo controlla il ritmo cardiaco e, qualora necessario, si predispone per la scarica elettrica. Nel contempo dà al soccorritore le istruzioni audio per il corretto utilizzo. La quale viene erogata tramite pulsante di comando.

Dopo la prima scarica l’apparecchio attende circa 2 minuti per rieseguire l’analisi del ritmo ed effettuare se necessario una nuova scarica.

Il dispositivo, dal momento in cui viene collegato al paziente, registra l’elettrocardiogramma.

Spogliato il paziente ed eventualmente rasata (tramite kit di dotazione) la parte sottoclavicolare destra e sottoascellare sinistra, si applicano i due elettrodi e si accende il DAE.

Il paziente non va toccato fino a che il DAE non emetterà un segnale acustico e luminoso per indicare che si deve avviare la scarica.

Da spegnere tutti gli strumenti elettronici con DAE in funzione.

Se il cuore ha ripreso a battere, il soccorritore controllerà il respiro, effettuando se del caso la Respirazione Cardio Polmonare (RCP). Dopo 2 minuti l’apparecchio procede di nuovo al controllo delle funzioni cardiache ed avvia un altro ciclo.

La percentuale di sopravvivenza con defibrillazione entro i 3 minuti è di almeno il 70%.

Ovviamente è basilare dotare di defibrillatore quanti più ambienti possibili: luoghi pubblici, impianti sportivi, abitazioni e luoghi di lavoro: ma occorrerebbe anche una mappatura della collocazione costantemente aggiornata e facilmente controllabile.

Seleziona il Social Network in cui vuoi condividere la pagina:

Grazie per il tuo apprezzamento :)

La tua valutazione ci permette di fornire informazioni sempre più approfondite.