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Lo Yoga, come attestano le ricerche archeologiche nella valle dell’Indo (Mohenjo-Daro; Harappa), risale all’antica civiltà indiana nata quasi 4.000 anni avanti Cristo. Con case munite spesso di vasca da bagno e sistemi di drenaggio delle acque sporche (comfort non certo inventati dai Romani).

Il termine Yoga, disciplina psico-fisica per il benessere, deriva dal sanscrito “yuj” che significa “unire, controllare” mente e corpo.

Esistono varie correnti Yoga, che convergono tutte verso l’unico obiettivo di equilibrare la persona sul piano fisico e psichico. Per esempio il Tantra-Yoga utilizza la sessualità come mezzo per arrivare all’illuminazione finale.

Le tecniche Yoga tendono anche al mantenimento della elasticità della colonna vertebrale, con stimolazione del’apparato cardiocircolatrorio e di quello respiratorio.

Il corpo è visto dallo Yoga correlato a centri psichici detti “chakras”, ognuno relativo ad un plesso nervoso, a una ghiandola endocrina e a determinate facoltà. Sono i cosiddetti “centri di forza” o “punti energetici” di altre culture.

Lo Yoga tende a trasferire nella persona la liberazione da un eccessivo attaccamento ai frutti del proprio lavoro: il lavoro è visto come fine a se stesso, nell’ambito del meccanismo globale che governa il mondo: Se i frutti arrivano, meglio; se non arrivano, l’importante è vivere “come una foglia di loto che galleggia sull’acqua”.

Il lavoro, a meno di attività particolarmente creative, stimolanti per lo “spirito”, presente spesso situazioni di stress, che nuoce alla salute ed impedisce di vivere nel benessere.

Le tecniche di rilassamento e meditazione dello Yoga per mettono di ridurre considerevolmente lo stress “cattivo” (c’è anche quello “buono”, che spinge ad operare). Questo principio, adottato dal singolo lavoratore, ma anche dal datore di lavoro (per se stesso e per i dipendenti), consente di fare della vera e propria opera di prevenzione, con rilassamento, stato di calma, ed allontanamento del rischio di infortuni.

Lo Yoga al lavoro (dentro gli uffici, la fabbrica, ma anche in spazi esterni con tempistiche appropriate) produce un distacco dalla propria situazione, percependola in maniera diversa e più equilibrata.

Si può fare al mattino presto, prima di andare al lavoro, o nelle pause o a fine orario. Ognuno può trovare il programma che più gli si addice.

Ben vengano quindi le iniziative in questo senso, anche per azione consapevole dell’imprenditore ed anche per il bene dell’impresa.

Negli Stati Uniti (ma non solo) le grandi aziende stanno dando l’esempio. Hanno previsto sale di meditazione apposite, a riprova che le tecniche orientali di meditazione e di esercizio fisico fanno bene alla salute. Google ne è un esempio. Un dipendente aiutato a trovare il proprio equilibrio mentale e fisico è anche un lavoratore migliore, per se stesso, per l’azienda e per gli altri.

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