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Il microclima è l’insieme dei fattori che determinano le condizioni climatiche in ambiente chiuso o semichiuso. I fattori fondamentali per il benessere della persona sono: temperatura, umidità, velocità dell’aria.

Il benessere termico è fortemente soggettivo e dipende ovviamente anche da altri parametri, quali area geografica di vita, attività fisica, vestiario, variazioni termiche nell’ambiente, ecc.

Possiamo ancora dividere gli ambienti chiusi, sempre dal punto di vista termico, in ambienti moderati, in cui il corpo ha bisogno di un modesto intervento di termoregolazione, e ambienti caldi, in cui l’organismo deve difendersi con una notevole azione di termoregolazione.

Per una valutazione dei parametri microclimatici sono stati introdotti degli indici. I più conosciuti sono quelli di Fanger:

PMV (Predicted Mean Vote), funzione matematica che esprime il valore medio dei voti di un campione significativo di persone su una scala di sensazioni termiche a 7 punti che va da – 3 a + 3.

In condizioni microclimatiche teoricamente ottimali il PMV è nullo.

PPD (Predicted Percentage of Dissatisfied), che rappresenta la percentuale di insoddisfatti. Per convenzione è insoddisfatto il soggetto che dia all’ambiente un voto di almeno 2 (caldo) o di almeno – 2 (freddo).

Siccome siamo in regime statistico, anche in condizioni di neutralità, è ammessa una percentuale di insoddisfatti (2,5% per caldo e 2,5% per freddo, ossia un totale di insoddisfatti del 5%). Sono state elaborate delle curve che descrivono molto bene tale concetto.

Fanger indica un PPD massimo del 7,5% e un corrispondente PMV tra 0,35 e – 0,35.

La norma ISO prevede invece un PMV tra 0,5 e – 0,5, con un PDV massimo del 10%.

A prescindere dalle varie norme tecniche, che possono essere di riferimento (mentre non sono previsti precisi parametri dalla normativa sul lavoro), con le ipotesi di vestiario e attività fisica più comuni si possono considerare i seguenti valori fondamentali:

Grandezza

Inverno

Estate

Temperatura (°C) 20 – 24 23 – 26
Umidità relativa (%) 30 – 70 (ideale 50) 30 – 70 (ideale 50)
Velocità aria (m/s) meno di 0,25 meno di 0,25
Gradienti di temperatura (°C) meno di 3 meno di 3
Temperature superficiali (es.   pavimenti) °C 19 – 26 19 – 26
Asimmetria di temperatura   radiante (es. vetrate; soffitti) °C meno di 10 per superfici   verticali; meno di 5 per superfici orizzontali meno di 10; meno di 5

In pratica, in estate, ad evitare di abbassare la temperatura a dei valori “polari”, il che può comportare forti disagi e patologie (contratture muscolari; danni ai legamenti; ecc.) per i conseguenti salti termici e consumi energetici assurdi, conviene abbassare l’umidità, portandola ai valori ottimali del 45 – 50%. Questi valori sono in genere sufficienti per determinare un senso di benessere anche con temperature di 26 – 27 °C.

Un valido deumidificatore può essere quindi un valido aiuto senza dover ricorrere al condizionamento (naturalmente facendo attenzione al ricambio dell’aria ambiente).

I ventilatori da soffitto a pale costituiscono un’altra valida alternativa.

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