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Rischi derivanti dalla tipologia contrattuale

in Articoli, Sicurezza e salute sul lavoro

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E’ evidente che ormai stiamo superando il classico concetto di rapporto di lavoro “monogamico” (tra due soggetti: datore di lavoro e lavoratore). Sono infatti sorte numerose tipologie di rapporti atipici, spesso triangolari (somministrazione di lavoro) nell’ambito di una “subordinazione dissociata”. Questo porta inevitabilmente alla precarizzazione del lavoro, che, per sua stessa costituzione, non si concilia molto con la tutela della salute. Subentrano infatti dei rischi aggiuntivi rispetto alla condizione classica di lavoro a tempo indeterminato (a titolo di esempio: carente conoscenza del luogo di lavoro, difficoltà di comunicazione con i colleghi stabili, diverso grado di percezione del rischio, con scarsa considerazione della sicurezza in riferimento alla preoccupazione di perdere il lavoro; ma anche possibili azioni di mobbing ).

Ovviamente gli obblighi in materia di salute e sicurezza gravano sull’impresa utilizzatrice del lavoro somministrato, fermo restando l’obbligo, da parte dell’agenzia fornitrice, di verifica dell’organizzazione della sicurezza di detta impresa e di informazione/formazione/addestramento del personale. Il principio vale anche per tutte le altre forme di lavoro distaccato, parasubordinato, con prestazione lavorativa resa autonomamente, senza vincolo di subordinazione, in modo continuativo e coordinato con il committente (lavoratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi) ed anche accessorio (prestazioni occasionali, con la sola eccezione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l’insegnamento privato e l’assistenza domiciliare).

La valutazione dei rischi va estesa, quindi, ai rischi da flessibilità e vanno individuate le relative misure di prevenzione, sostanzialmente di tipo organizzativo: formazione, eventuale sorveglianza sanitaria, vigilanza da parte dei preposti. Naturalmente vanno considerate anche le forme contrattuali inerenti l’apprendistato ed il lavoro minorile.

I principali rischi potenziali da valutare sono relativi a:

– Conoscenza dell’ambiente e delle procedure di lavoro, anche in relazione a possibili cambi di unità produttiva;

– Formazione; – Percezione del rischio; – Rapporti interpersonali; – Carichi di lavoro; – Condizioni soggettive di stress. Le misure di prevenzione riguardano: – Ripartizione degli obblighi di sicurezza tra agenzia e impresa utilizzatrice; – Eventuale sorveglianza sanitaria; – Formazione e addestramento; – Vigilanza da parte dei preposti.

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