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La legionella è un genere di batteri aerobi di cui sono state identificate oltre 50 specie. Il suo nome deriva dall’epidemia del 1976 a carico di un gruppo di veterani legionari americani. Questo “nuovo” batterio, responsabile di molti decessi, venne isolato nell’impianto di condizionamento dell’hotel in cui i veterani erano ospitati.

Sono considerati a rischio legionella gli impianti che operano con:

–        temperature che favoriscono lo sviluppo del batterio (25 – 42 °C);

–        ambiente aerobico;

–        presenza di basi nutritive;

–        nebulizzazione dell’acqua.

Sono quindi considerati a rischio, in particolare, gli impianti di condizionamento e quelli di distribuzione dell’acqua sanitaria.

Detti impianti vanno sottoposti a controlli periodici per valutare lo stato di pulizia. In caso di interventi manutentivi e di pulizia, il materiale rimosso va smaltito con estrema cautela in ordine a possibili azioni di contaminazione.

Le parti a contatto con acqua vanno pulite ed eventualmente disinfettate.

Quanto ai principi progettuali, occorre evitare il rivestimento all’interno delle condotte con materiale isolante, che, in generale, è difficilmente pulibile (a meno di adottare dei materiali con adatta finitura superficiale).

Inoltre:

–        dotare gli accessori di aperture di pulizia;

–        utilizzare terminali smontabili;

–        evitare la formazione di condense-

La disinfezione si può attuare con prodotti o sistemi, come ipoclorito di sodio o raggi ultravioletti, in dipendenza del tipo di impianto.

Negli impianti idrico sanitari una valida via per contrastare la legionella è quella di ricorrere ad impianti che funzionino ad alta temperatura (maggiore di 52 °C).

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