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Libro unico del lavoro

in Articoli, Sicurezza e salute sul lavoro

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Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, con decreto 9/07/2008, ha fornito le modalità di tenuta del Libro Unico del lavoro, istituito ai sensi del decreto legge 25/06/2008, n. 112. Con circolare n. 20 del 21/08/2008, lo stesso Ministero ha esposto alcuni chiarimenti applicativi.

Il libro unico documenta, per ogni lavoratore, lo stato effettivo del proprio rapporto di lavoro e, nel contempo, lo stato occupazionale dell’azienda.

Sono obbligati alla tenuta del documento i datori di lavoro privati di qualsiasi settore,con la sola eccezione dei datori di lavoro domestici, che occupano:

–       lavoratori subordinati (compreso l’estero, la somministrazione di lavoro, il distacco);

–       collaboratori coordinati e continuativi;

–       associati in partecipazione con apporto lavorativo.

Non sono più oggetto di registrazione i dati riguardanti:

collaboratori e coadiuvanti di imprese familiari;

coadiuvanti di imprese commerciali;

soci lavoratori.

I dati soggetti a registrazione sono, oltre le generalità dei singoli lavoratori (compreso il codice fiscale), qualifica, livello, retribuzione base, orario di lavoro, anzianità di servizio, posizioni assicurative.

La tenuta deve avvenire con elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo, con numerazione di ogni pagina e vidimazione prima della messa in uso presso l’INAIL, o a mezzo stampa laser o su supporti magnetici. Il libro va conservato per 5 anni dall’ultima registrazione.

Il libro può essere tenuto presso la sede legale, lo studio del consulente abilitato, i servizi di assistenza delle associazioni di categoria.

E’ evidente che il libro unico consente una prima analisi della regolarità di gestione del rapporto di lavoro con riguardo ai vari profili (retributivi, assicurativi, previdenziali, corretto sviluppo dell’orario di lavoro e dei riposi) che possono essere la base per la valutazione dello stress lavoro-correlato.

Per quanto riguarda la gestione complessiva della sicurezza aziendale, dal momento che il libro unico, come anzidetto, consente delle esclusioni nelle registrazioni, è comunque opportuno che il datore di lavoro compili un prospetto riepilogativo di tutti i rapporti di lavoro in atto- D’altra parte è lo stesso decreto 81 che prevede l’obbligo di comunicazione dell’organizzazione del lavoro al servizio di prevenzione e protezione e al medico competente (qualora presente).

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