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Il.30% di infortuni sul lavoro è riconducibile alla assunzione di sostanze alcooliche (e/o stupefacenti e psicotrope) ed é ormai acclarato che l’assunzione di alcol già in quantità limitata ed in particolare a stomaco vuoto provochi un sensibile decadimento delle facoltà e dei riflessi istintivi, euforia, rilassatezza, diminuzione dell’attenzione del giudizio critico e quindi prestazioni sicuramente non confacenti ad una attività lavorativa impegnativa ed alla conduzione di mezzi operativi.

La Liguria è la seconda regione d’Italia per quanto attiene al consumo procapite di alcol.; in relazione a parametri ambientali sicuramente presenti in vari momenti stagionali delle attività territoriali (freddo, neve e ghiaccio, pioggia, vento) e a consuetudini culturali il consumo di limitate quantità di alcol ai pasti e prima di iniziare il lavoro è visto sovente come momento di vita irrinunciabile e rituale.

Analogamente, è altresì spesso invalso il considerarsi immuni a deficit fisico/psicologici derivanti dalla assunzione di alcol a motivo di lunghe abitudini consolidate; la scienza medica ci dice che cause biologiche del tutto naturali creano invece in chi assume bevande alcoliche anche in minima quantità, indipendentemente dall’abitudine e pur facendo salve le peculiarità fisiche di ognuno, un sicuro disorientamento temporale ed un allungamento dei tempi di reazione evidentemente inadatti per fronteggiare eventi improvvisi sempre possibili nelle diverse tipologie di lavoro. La figura indica i danni da alcol ed altre droghe (The Lancet).

L’art. 15 della Legge 125/2003, meglio nota come Legge quadro in materia di alcol e problemi correlati, come ribadito e definito dall’intesa Stato/Regioni del marzo 2006 n 75 e dalla più recente dell’ottobre 2007 n 131, approvata con atto del 18/09/2008, affronta la problematica derivante dalla somministrazione e consumo di bevande alcoliche e superalcoliche nelle attività lavorative, vietandone tassativamente il consumo e la somministrazione all’interno delle attività lavorative stesse, ove per “interno di attività lavorative” deve intendersi anche il contesto inerente le pause di lavoro (ed in particolare la pausa pranzo) e i momenti precedenti l’inizio del lavoro stesso, anche in quantità limitata, ove per quantità limitata capace di innescare i fenomeni succitati si intendono valori alcolici anche inferiori ai limiti di legge (0,5 grammi/litro di sangue).

Le suddette normative individuano con precisione le attività lavorative che comportano un alto rischio di infortuni sul lavoro inerenti all’assunzione delle bevande di cui sopra.

Secondo il Testo Unico sulla sicurezza del lavoro (Decreto legislativo n. 81/2008) e s.m.i. vige l’obbligo per il datore di lavoro di valutare eventuali interazioni dei rischi lavorativi presenti con quelli derivanti dalle abitudini personali inerenti l’abuso di alcol e droghe.

Nel caso di sorveglianza medica obbligatoria e quindi di presenza di un medico competente il datore di lavoro deve garantire la sorveglianza, per le mansioni ad alto rischio, anche per quanto riguarda la dipendenza da alcol e sostanze psicotrope.

Per quanto riguarda le mansioni e le procedure di controllo ad oggi abbiamo la seguente situazione:

a)      Alcol: esiste l’elenco delle mansioni a rischio, ma non ancora le procedure dei controlli. L’elenco delle mansioni comprende, tra l’altro:

–       Manutenzione ascensori;

–       Mansioni sanitarie (medici e infermieri);

–       Insegnanti;

–       Conducenti di veicoli stradali con patente B e superiori;

–       Addetti alla guida di macchine di movimentazione terra;

–       Lavoratori edili che operano in quota, oltre i due metri.

b)     Sostanze psicotrope e stupefacenti: esiste l’elenco (ristretto) delle mansioni a rischio, che comprende, tra l’altro:

–        Ferrovieri e autisti di mezzi pubblici;

–        Autisti con patenti C, D, E;

–        Mulettisti.

Le procedure dei controlli sono fornite dal Provvedimento n. 99/cu del 30/10/2007.

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