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Radiazioni e intrighi

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Ci sono settori della conoscenza talmente remoti e difficilmente assimilabili dall’osservatore comune che si prestano a giochi di potere, intimidazioni, scambi illeciti. Quello delle radiazioni la fa da padrone. Chi non ha paura delle radiazioni? Quanti sanno valutare con equilibrio le nostre esposizioni a radiazioni naturali e classificare con obiettività la preparazione di un giornalista “venduto”, che riporta sul quotidiano, a caratteri cubitali, “Container radioattivo in porto”, quando si tratta di un carico di carta abrasiva con debole radioattività naturale?

Probabilmente nessuno, al di fuori di chi lavora con le radiazioni. Ecco allora che gli “addetti ai lavori”, anche se sono controllori istituzionali, si impadroniscono ad arte di un normale episodio di cronaca per creare allarmismo, screditare con supponenza chi non aderisce ai loro canoni, creare nicchie di potere colluso.

A ciò si aggiunge spesso una ignoranza di fondo, tecnico-scientifica e giuridica, che offusca e confonde i contorni della realtà.

Tanto per restare sul comprensibile (ne abbiamo viste di tutti colori):

  • Confrontare delle misurazioni di radiazioni, a livelli molto bassi (intorno al normale “fondo” naturale di radiazioni), ignorando bellamente la onnipresente “incertezza “ di misura.
  • Affermare con sicumera, in consessi ufficiali, che gli innegabili errori di misura, quando si opera su differenze (per esempio differenza tra misura della radiazione e livello del fondo di radiazioni ambientale) si elidono! Anche nella scuola media si insegna che gli errori possono avere segno tale (in più o in meno) che anche in una differenza l’errore risultante può diventare più elevato del singolo errore.
  • Verbalizzare (con trasmissione dell’atto all’Autorità Giudiziaria) la mancata notifica agli organi di controllo di un apparecchio di radiodiagnostica, oppure, in situazioni analoghe, soprassedere, in barba alle disposizioni di legge, particolarmente severe in campo sanitario. Perché?
  • Verbalizzare o non verbalizzare, in situazioni identiche, mancati controlli di sicurezza sugli apparecchi radiologici. Perché?
  • Negare ufficialmente l’esistenza di ricerche accademiche su determinati materiali, da sottoporre a controllo radiometrico, che dimostrano la non rilevanza radiologica secondo legge. Perché? Per avallare il blocco intenzionale del carico al fine di delegittimare i misuratori a vantaggio del soggetto “protetto”?

Questo accade oggi. Alla faccia di chi crede ancora nell’imparzialità dei preventori.

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Camion cisterna in mezzo al traffico: un rischio assurdo

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La vista di un camion cisterna in mezzo al traffico richiama raramente la nostra attenzione: l’abitudine supera ogni timore e sorpassiamo il mostro quasi con indifferenza. Tanto gli incidenti con autocisterne coinvolte non capitano tutti i giorni. Ma quando capitano, l’effetto è quello di una bomba. Viareggio (esplosione di un carro-cisterna di GPL) e Brescia (incendio di carico di gasolio) dovrebbero far riflettere.

Non bastano le norme ADR (Accordo per i trasporti di merci pericolose) o le UNI sulla progettazione dei mezzi. Oppure ancora la formazione degli autisti (patente speciale).

La realtà è quella della convivenza forzata con degli ordigni potenziali che sono dei distruttori di massa.

E’ ovvio che il trasporto di merce pericolosa è dettata dalle sempre maggiori richieste di comodità.

E’ altrettanto ovvio che il rischio zero non è raggiungibile in nessuna attività umana. Ma siamo proprio sicuri che questo genere di trasporti sia coerente con l’attuale livello di conoscenze tecnologiche? A Brescia si parla di tamponamento di un Tir: non è possibile montare sulla cisterna un sistema attivo, quantomeno di avvertimento – allarme, per tenere alla dovuta distanza il mezzo pesante che segue?

Leonardo, mezzo millennio fa, progettava percorsi differenti per le persone ed i mezzi di allora.

I sistemi per evitare i comuni disastri ci sono: dal dispositivo per la frenata di emergenza a quello per cambio di corsia. Basta  renderne effettivo l’obbligo.

L’unica possibilità che abbiamo è quella di stare alla larga o di non sorpassare, quando circolano sulle strade (e su ferrovia) migliaia di “bombe”?

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Tao: filosofia cinese del buon vivere

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L’altra filosofia orientale che dovremmo tenere d’occhio, in un’epoca di troppi luoghi comuni, è il Tao cinese. Il Tao (indicato anche, in modo estensivo – religioso, come Taoismo) nacque in Cina insieme al Confucianesimo, sulla base di concetti filosofici preesistenti, ma elaborati e sintetizzati da Lao Tze (soprannome di “vecchio maestro”) che faceva lo storiografo imperiale e, contemporaneo di Platone, visse nel 6° secolo a. C.

Il Tao è un’astrazione metafisica che indica la legge universale della natura, per la quale tutto, se si vuole vivere in armonia con l’universo, si deve compiere in modo spontaneo, senza artifici e condizionamenti. Anche la politica, secondo il Tao, si dovrebbe muovere in senso naturale, senza troppe leggi e costrizioni, lasciando il singolo nella più ampia libertà, ovviamente nel pieno rispetto degli altri.

Il Tao si fonda sulla concezione di Yin e Yang, i due principi maschile e femminile. Yin, il femminile, si identifica con la Luna. Yang, il maschile, con il Sole. I due principi sono opposti ma complementari tra loro e mantengono l’ordine naturale delle cose.

Il simbolo del Tao è costituito da due spirali: una si avvolge, l’altra si svolge. La spirale bianca ha inizio dove finisce quella nera: si svolge fino ad un massimo, per poi manifestarsi nella tendenza opposta (punto nero). Anche la spirale nera si svolge fino ad un massimo, fino a manifestarsi nella tendenza opposta (punto bianco).

Il Tao si pone il problema della morte in termini di spirito, ma anche di corpo: tanto che prevede svariate tecniche di ordine dietetico, respiratorio, sessuale, alchimistico per godere al meglio della vita. Quelle sessuali si fondano sulla ritenzione del seme da praticare con “donne diverse”. Ritenzione del seme che, con procedure fisiche da iniziati, conduce a “orgasmi plurimi” e mantenimento della carica emotivo – sessuale per lungo tempo (su questo punto ci sono delle analogie con le pratiche tantriche). Le tecniche, nell’intenzione del Tao, sono finalizzate non solo al godimento della vita, ma anche alla longevità. E’ evidente che i dettami del Tao, di fatto, non possono essere seguiti alla lettera, anche perché non sempre sono attendibili (come nel caso dei rimedi alchemici suggeriti). Tuttavia possono rappresentare uno stimolo per esplorare delle aree della psiche e del corpo altrimenti inerti in mezzo ad un universo di certezze.

C’è chi traduce Tao come “il Senso”, il migliore modo di stare con se stessi e superare gli ostacoli di tradizioni e conformismo, che non fanno altro che annebbiare la visione del mondo. Per gustare la vita non bisogna neanche continuare a lottare con se stessi, come impongono molti totem moderni. Come il rivangare il passato per conoscersi meglio. Per il Tao le indagini sul passato (specie familiari) non servono a nulla ed anzi possono diventare pericolose per l’equilibrio individuale. Per vivere bene occorre sempre accettarsi totalmente.

Per il Tao “Conoscere se stessi è esattamente l’opposto del conoscere il proprio passato”.

E ancora: “Se ci si perde nel silenzio, mentre si cammina o si mangia, o quando esplode il desiderio erotico, l’Io viene annullato e si entra nel regno del Tao” (R. Morelli).

Il corpo, quindi, è sacro per il Tao e l’obiettivo è quello di godere appieno l’esistenza, senza fissarsi sulle invenzioni del dopo. Le tecniche del Tao sono citate anche nel Corano, che propone le vie dell’estasi sessuale.

La vita è, per il Tao, senza scopo: è la vita stessa lo scopo. Ciò non significa che il Tao precluda l’azione; significa semplicemente che le azioni, tra le mura domestiche come nel lavoro, se si vuole vivere con serenità e piacere, siano compiute con etica, ma anche con il giusto distacco, magari aiutandosi con delle distrazioni, degli hobby, delle passioni che possono risvegliare energie latenti.

Per il taoista, quando l’uomo raggiunge l’equilibrio, i risultati che desidera arrivano comunque.

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