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Camion cisterna in mezzo al traffico: un rischio assurdo

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La vista di un camion cisterna in mezzo al traffico richiama raramente la nostra attenzione: l’abitudine supera ogni timore e sorpassiamo il mostro quasi con indifferenza. Tanto gli incidenti con autocisterne coinvolte non capitano tutti i giorni. Ma quando capitano, l’effetto è quello di una bomba. Viareggio (esplosione di un carro-cisterna di GPL) e Brescia (incendio di carico di gasolio) dovrebbero far riflettere.

Non bastano le norme ADR (Accordo per i trasporti di merci pericolose) o le UNI sulla progettazione dei mezzi. Oppure ancora la formazione degli autisti (patente speciale).

La realtà è quella della convivenza forzata con degli ordigni potenziali che sono dei distruttori di massa.

E’ ovvio che il trasporto di merce pericolosa è dettata dalle sempre maggiori richieste di comodità.

E’ altrettanto ovvio che il rischio zero non è raggiungibile in nessuna attività umana. Ma siamo proprio sicuri che questo genere di trasporti sia coerente con l’attuale livello di conoscenze tecnologiche? A Brescia si parla di tamponamento di un Tir: non è possibile montare sulla cisterna un sistema attivo, quantomeno di avvertimento – allarme, per tenere alla dovuta distanza il mezzo pesante che segue?

Leonardo, mezzo millennio fa, progettava percorsi differenti per le persone ed i mezzi di allora.

I sistemi per evitare i comuni disastri ci sono: dal dispositivo per la frenata di emergenza a quello per cambio di corsia. Basta  renderne effettivo l’obbligo.

L’unica possibilità che abbiamo è quella di stare alla larga o di non sorpassare, quando circolano sulle strade (e su ferrovia) migliaia di “bombe”?

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Tao: filosofia cinese del buon vivere

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L’altra filosofia orientale che dovremmo tenere d’occhio, in un’epoca di troppi luoghi comuni, è il Tao cinese. Il Tao (indicato anche, in modo estensivo – religioso, come Taoismo) nacque in Cina insieme al Confucianesimo, sulla base di concetti filosofici preesistenti, ma elaborati e sintetizzati da Lao Tze (soprannome di “vecchio maestro”) che faceva lo storiografo imperiale e, contemporaneo di Platone, visse nel 6° secolo a. C.

Il Tao è un’astrazione metafisica che indica la legge universale della natura, per la quale tutto, se si vuole vivere in armonia con l’universo, si deve compiere in modo spontaneo, senza artifici e condizionamenti. Anche la politica, secondo il Tao, si dovrebbe muovere in senso naturale, senza troppe leggi e costrizioni, lasciando il singolo nella più ampia libertà, ovviamente nel pieno rispetto degli altri.

Il Tao si fonda sulla concezione di Yin e Yang, i due principi maschile e femminile. Yin, il femminile, si identifica con la Luna. Yang, il maschile, con il Sole. I due principi sono opposti ma complementari tra loro e mantengono l’ordine naturale delle cose.

Il simbolo del Tao è costituito da due spirali: una si avvolge, l’altra si svolge. La spirale bianca ha inizio dove finisce quella nera: si svolge fino ad un massimo, per poi manifestarsi nella tendenza opposta (punto nero). Anche la spirale nera si svolge fino ad un massimo, fino a manifestarsi nella tendenza opposta (punto bianco).

Il Tao si pone il problema della morte in termini di spirito, ma anche di corpo: tanto che prevede svariate tecniche di ordine dietetico, respiratorio, sessuale, alchimistico per godere al meglio della vita. Quelle sessuali si fondano sulla ritenzione del seme da praticare con “donne diverse”. Ritenzione del seme che, con procedure fisiche da iniziati, conduce a “orgasmi plurimi” e mantenimento della carica emotivo – sessuale per lungo tempo (su questo punto ci sono delle analogie con le pratiche tantriche). Le tecniche, nell’intenzione del Tao, sono finalizzate non solo al godimento della vita, ma anche alla longevità. E’ evidente che i dettami del Tao, di fatto, non possono essere seguiti alla lettera, anche perché non sempre sono attendibili (come nel caso dei rimedi alchemici suggeriti). Tuttavia possono rappresentare uno stimolo per esplorare delle aree della psiche e del corpo altrimenti inerti in mezzo ad un universo di certezze.

C’è chi traduce Tao come “il Senso”, il migliore modo di stare con se stessi e superare gli ostacoli di tradizioni e conformismo, che non fanno altro che annebbiare la visione del mondo. Per gustare la vita non bisogna neanche continuare a lottare con se stessi, come impongono molti totem moderni. Come il rivangare il passato per conoscersi meglio. Per il Tao le indagini sul passato (specie familiari) non servono a nulla ed anzi possono diventare pericolose per l’equilibrio individuale. Per vivere bene occorre sempre accettarsi totalmente.

Per il Tao “Conoscere se stessi è esattamente l’opposto del conoscere il proprio passato”.

E ancora: “Se ci si perde nel silenzio, mentre si cammina o si mangia, o quando esplode il desiderio erotico, l’Io viene annullato e si entra nel regno del Tao” (R. Morelli).

Il corpo, quindi, è sacro per il Tao e l’obiettivo è quello di godere appieno l’esistenza, senza fissarsi sulle invenzioni del dopo. Le tecniche del Tao sono citate anche nel Corano, che propone le vie dell’estasi sessuale.

La vita è, per il Tao, senza scopo: è la vita stessa lo scopo. Ciò non significa che il Tao precluda l’azione; significa semplicemente che le azioni, tra le mura domestiche come nel lavoro, se si vuole vivere con serenità e piacere, siano compiute con etica, ma anche con il giusto distacco, magari aiutandosi con delle distrazioni, degli hobby, delle passioni che possono risvegliare energie latenti.

Per il taoista, quando l’uomo raggiunge l’equilibrio, i risultati che desidera arrivano comunque.

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Laser: Tecnico e Addetto Sicurezza

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Per utilizzo di apparati laser di classe elevata (3B e 4), le norme di buona tecnica (CEI) prevedono che la responsabilità della loro gestione, oltre che in capo al Datore di lavoro, sia affidata ad una persona esperta, interna o esterna alla struttura. Si tratta del Tecnico Sicurezza Laser – TSL (in sanità definito Addetto Sicurezza Laser – ASL).

I compiti del TSL (o ASL) sono i seguenti:

  • Consigliare il Datore di lavoro sull’uso sicuro del laser, in particolare per le necessarie misure di prevenzione (compresa la determinazione della Zona Laser Controllata – ZLC e nominale di rischio oculare – ZNRO), protezione, manutenzione e controlli periodici degli apparati laser, segnalazione dei guasti o malfunzionamenti;
  • Cooperare con gli utilizzatori per la migliore prevenzione, con verifica costante delle misure poste in atto; ferma restando la responsabilità degli operatori qualificati circa l’utilizzo in sicurezza delle apparecchiature;
  • Coordinarsi con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione per la valutazione del rischio laser;
  • Informare gli operatori sui rischi, predisponendo le relative procedure di sicurezza, e partecipare a formazione e addestramento;
  • Anche se non sono definiti specifici requisiti professionali, il TSL/ASL, deve possedere adeguato titolo di studio ed esperienza nel settore.

Alcuni punti fondamentali sulla gestione della sicurezza:

  • Fare in modo che il dispositivo laser operi in ambiente dedicato, segnalato, debitamente aerato (con eventuali sistemi di aspirazione localizzata per formazione di sottoprodotti volatili), e comunque in condizioni di confinamento fisico;
  • Assenza di superfici riflettenti, materiali infiammabili o esplosivi;
  • I laser su posizione fissa devono possedere un sistema di spegnimento automatico;
  • Per laser di potenza, l’accesso deve essere consentito alle sole persone autorizzate, con l’ausilio di barriere (come porte a codice magnetico);
  • In genere si fa coincidere la ZLC con l’ambiente di utilizzo del laser;
  • Con fasci divergenti anche una tenda può essere accettata come delimitazione della ZLC;
  • Fornitura agli operatori di DPI per l’occhio e, se necessario, per la cute;
  • La ZNRO è in genere dichiarata dal fabbricante.

Fattori di rischio tecnici:

– Locali inadeguati (per esempio locali normali in cui viene usato un laser in modo non continuativo, senza gli adeguamenti necessari, anche se temporanei);

– Strumentazione chirurgica e indumenti/teli chirurgici inidonei;

– Segnaletica assente;

– Verifiche periodiche mancanti o saltuarie.

Misure preventive e protettive:

  • Arredi e strumenti antiriflesso;
  • Indumenti e teli chirurgici idonei;
  • Uso di occhiali protettivi per operatori e pazienti (UNI EN 207);
  • Segnaletica fissa e luminosa;
  • Organizzazione adeguata della sicurezza laser, con sensibilizzazione continua sulla presenza di rischi e valida conoscenza delle procedure di sicurezza.

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