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Camion cisterna in mezzo al traffico: un rischio assurdo

in Articoli, Sicurezza e salute sul lavoro, Sicurezza negli ambienti di vita

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La vista di un camion cisterna in mezzo al traffico richiama raramente la nostra attenzione: l’abitudine supera ogni timore e sorpassiamo il mostro quasi con indifferenza. Tanto gli incidenti con autocisterne coinvolte non capitano tutti i giorni. Ma quando capitano, l’effetto è quello di una bomba. Viareggio (esplosione di un carro-cisterna di GPL) e Brescia (incendio di carico di gasolio) dovrebbero far riflettere.

Non bastano le norme ADR (Accordo per i trasporti di merci pericolose) o le UNI sulla progettazione dei mezzi. Oppure ancora la formazione degli autisti (patente speciale).

La realtà è quella della convivenza forzata con degli ordigni potenziali che sono dei distruttori di massa.

E’ ovvio che il trasporto di merce pericolosa è dettata dalle sempre maggiori richieste di comodità.

E’ altrettanto ovvio che il rischio zero non è raggiungibile in nessuna attività umana. Ma siamo proprio sicuri che questo genere di trasporti sia coerente con l’attuale livello di conoscenze tecnologiche? A Brescia si parla di tamponamento di un Tir: non è possibile montare sulla cisterna un sistema attivo, quantomeno di avvertimento – allarme, per tenere alla dovuta distanza il mezzo pesante che segue?

Leonardo, mezzo millennio fa, progettava percorsi differenti per le persone ed i mezzi di allora.

I sistemi per evitare i comuni disastri ci sono: dal dispositivo per la frenata di emergenza a quello per cambio di corsia. Basta  renderne effettivo l’obbligo.

L’unica possibilità che abbiamo è quella di stare alla larga o di non sorpassare, quando circolano sulle strade (e su ferrovia) migliaia di “bombe”?

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