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Campi elettromagnetici nell’ambiente di lavoro

in Articoli, Sicurezza e salute sul lavoro

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Il Decreto Legislativo 9/04/2008, n. 81 (Testo Unico sulla sicurezza del lavoro) prescrive, all’art. 180, che il datore di lavoro proceda obbligatoriamente alla valutazione della esposizione ad agenti fisici (rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali), che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare rumore e vibrazioni meccaniche.

L’art. 181 aggiunge che il datore di lavoro individua eventuali posti di lavoro ed operatori a rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici e conseguentemente attua le misure preventive e protettive necessarie ad eliminare, o quantomeno a ridurre ad un livello accettabile, in relazione alle norme di buona tecnica e alle buone prassi. Inoltre precisa che detta valutazione dei rischi da agenti fisici va programmata e effettuata con scadenza almeno quadriennale da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione è aggiornata qualora si verifichino mutamenti tali da renderla obsoleta ovvero sulla base dei risultati della sorveglianza medica.

Il decreto prescrive che il datore di lavoro deve redigere un rapporto contenente:

a)     la specificazione dei criteri adottati per la valutazione stessa;

b)    le conclusioni della valutazione;

c)     le tipologie di operatori in riferimento a diverse esposizioni realizzate con le relative mansioni;

d)    l’elenco delle eventuali attrezzature a significativo livello di esposizione utilizzate;

e)     l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e/o da attuare.

Tale documento va conservato a disposizione degli Organi di controllo.

Le misure di prevenzione e protezione  vanno adattate alle esigenze dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio, incluse le donne in gravidanza e i minori.

La valutazione dei rischi può includere una giustificazione del datore di lavoro secondo cui la natura e l’entità del rischio non rendono necessaria una valutazione più dettagliata.

Le norme stabiliscono prescrizioni minime di protezione per i lavoratori contro i rischi che possono derivare dall’esposizione a campi elettromagnetici (da zero a 300 GHz), con riguardo agli effetti nocivi a breve termine conosciuti derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall’assorbimento di  energia, e da correnti di contatto. Da tenere presente che il decreto n. 81 (capo IV) non tratta la protezione da eventuali effetti a lungo termine.

Si intendono per campi elettromagnetici: campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici e elettromagnetici di frequenza inferiore o pari a 300 GHz:

Altre definizioni:

Valori limite di esposizione: limiti stabiliti sulla base degli effetti biologici presunti a breve termine;

valori di azione: valore dei parametri misurabili, che assicurano il rispetto dei valori limite, determinanti l’obbligo di adottare determinate misure di prevenzione; si tratta di:

–       intensità di campo elettrico (E);

–       intensità di campo magnetico (H);

–       induzione magnetica (B);

–       densità di potenza (S).

I valori limite e quelli di azione sono riportati nell’allegato XXXVI.

Il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli dei campi elettromagnetici a cui possono essere esposti i lavoratori, facendo in generale riferimento alle norme europee standardizzate del Comitato europeo di standardizzazione elettrotecnica (CENELEC). Nelle more della completa definizione di tali norme vanno tenute comunque presenti le linee guida della Commissione consultiva permanente o, in alternativa, quelle del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), tenendo conto, se necessario, dei dati forniti dal fabbricante.

per le laser, alla IEC (Commissione Elettrotecnica Internazionale) e comunque alle indicazioni del fabbricante.

Per i luoghi di lavoro accessibili al pubblico si fa riferimento alle disposizioni per la popolazione.

Nella valutazione va tenuto conto anche delle possibili interazioni tra campi (radiazioni non ionizzanti) con attrezzature e dispositivi elettronici (p. es. stimolatori cardiaci); rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici con induzione magnetica superiore a 3 mT; innesco di materiali infiammabili dovuti a scintille prodotte da campi indotti o scariche elettriche.

Inoltre della possibilità di introdurre l’uso di attrezzature sostitutive con livelli minori, della disponibilità di azioni volte a minimizzare i livelli di esposizione.

Se la valutazione dei rischi mette in evidenza un possibile superamento dei limiti di esposizione, il datore di lavoro attua un programma d’azione, con misure tecniche e/o organizzative per scendere sotto detti limiti, con riguardo alle esigenze dei lavoratori che fossero considerati particolarmente sensibili al tipo di rischio in questione.

I luoghi di lavoro che comportano il possibile superamento dei livelli d’azione vanno segnalati.

Tale obbligo non sussiste nel caso in cui i valori limite non sono superati e non si hanno rischi per la sicurezza.

La sorveglianza sanitaria viene attuata di norma una volta l’anno, tenuto conto dell’esito della valutazione dei rischi. Una sorveglianza medica tempestiva è prevista per i casi di superamento accidentale dei valori d’azione.

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