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Contratti di appalto e contratti d’opera

in Articoli, Sicurezza e salute sul lavoro

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La norma (D. lgs n. 81/2008 e s.m.i.) prevede che il committente, nel caso di affidamento di lavori ad imprese appaltatrici o lavoratori autonomi, adempia alle disposizioni seguenti:

–       verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese o degli autonomi in relazione ai lavori da eseguire;

–       fornitura delle informazioni sui rischi ambientali e sulle misure di prevenzione adottate.

Deve essere comunque attuata la cooperazione nell’adozione delle misure suddette, anche attraverso l’informazione reciproca.

Quanto sopra è d’altra parte in sintonia con quanto prevedeva il D.P.R. n. 547/55 (art. 5).

Di fatto va attuata la procedura che segue:

a) Accertamento dei requisiti tecnico-professionali, che non può limitarsi al controllo dell’iscrizione alla camera di commercio, ma deve anche riguardare l’esistenza di un impianto organizzativo di prevenzione, di una idonea previsione dei rischi e di mezzi ed attrezzature adeguate.

Una possibile scheda di controllo è la seguente:

– Esistenza del servizio di prevenzione e protezione;

– Esistenza, laddove necessario, della sorveglianza medica;

– Documento di valutazione dei rischi;

– Mezzi ed attrezzature atte a consentire di operare in sicurezza (compresi DPI);

– Stato dell’informazione e formazione dei lavoratori;

– Organizzazione del lavoro (presenza di preposti, ecc.)

– Altre notizie utili ai fini della valutazione della sicurezza a discrezione dell’incaricato dei lavori.

b) Fornitura alla ditta appaltatrice od al lavoratore di copia del documento di valutazione dei rischi elaborato, il quale comprende anche l’indicazione dei dati sui fattori di rischio presenti nella struttura o nel cantiere e sulle misure di prevenzione e protezione poste in essere.

c) Consegna alla ditta appaltatrice od al lavoratore autonomo di copia delle norme di sicurezza elaborate per i  lavoratori della ditta appaltante, nonché delle procedure di emergenza.

Nel contempo la ditta appaltatrice od il lavoratore autonomo vanno invitati a rappresentare al committente le osservazioni eventuali sulla documentazione di cui sopra ed a presentare le eventuali proposte tese al miglioramento costante delle condizioni di sicurezza.

In ogni caso i singoli datori di lavoro cooperano all’attuazione delle misure di sicurezza e coordinano gli interventi di prevenzione e protezione, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare i rischi interferenziali.

Diritti dei rappresentanti per la sicurezza: il datore di lavoro è tenuto a consegnare al rappresentante per la sicurezza, su richiesta, copia del documento di valutazione dei rischi e del registro infortuni.

Tessera di riconoscimento: in tutti gli appalti e subappalti i lavoratori (compresi quelli autonomi) devono essere immediatamente identificabili mediante tessera di riconoscimento, corredata di fotografia e contenente i dati identificativi del datore di lavoro.

Valutazione dei rischi: il datore di lavoro committente deve integrare il documento di valutazione dei rischi con l’indicazione delle misure adottate per eliminare le interferenze. Il documento va allegato al contratto d’appalto o d’opera.

I contratti di appalto e subappalto devono riportare i costi relativi alla sicurezza con particolare riferimento ai lavori in appalto. A tale documento possono accedere i rappresentanti per la sicurezza e le organizzazioni sindacali.

Gli Enti aggiudicatori, nelle offerte per appalti pubblici, devono valutare l’adeguatezza dei costi della sicurezza in rapporto ai costi totali.

Da considerare che il committente risponde in solido con l’appaltatore ed anche con i singoli eventuali subappaltatori per tutti i danni per i quali il lavoratore (dell’appaltatore o del subappaltatore) non risulta indennizzato ad opera dell’Istituto assicurativo obbligatorio (naturalmente non per i danni conseguenti ai rischi specifici propri della relativa impresa).

Sospensione dei lavori: l’utilizzo di personale non registrato può comportare la sospensione da parte del personale ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) qualora venga riscontrato l’impiego di personale non risultante da scritture e/o documenti obbligatori in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori regolarmente occupati; oppure registri gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di sicurezza del lavoro.

Il Ministero Lavoro ha chiarito quali violazioni siano da considerare eventualmente gravi e reiterate:

– per quanto riguarda il rapporto di lavoro impiego di personale non in regola in percentuale superiore al 20% dei lavoratori regolari;

– reiterate violazioni nei riposi e superamento dell’orario settimanale di lavoro;

– per quanto concerne la sicurezza, da considerare gravi le disposizioni sanzionatorie punite con le pene più gravi (sia di carattere detentivo che pecuniario);

– da considerare recidiva aggravata, cioè riferita ad una violazione grave della stessa indole, commessa nei 5 anni precedenti all’ultima condotta oggetto di prescrizione obbligatoria ovvero di giudicato penale.

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