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Controlli radiometrici in Porto: la prevenzione e la farsa

in Articoli, Sicurezza e salute sul lavoro, Sicurezza negli ambienti di vita

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Il teatrino (vero) ruota intorno ad una compagnia di attori che dovrebbero fare solo prevenzione: i controllori di radioattività su merce di importazione (“Esperti Qualificati” monopolisti da milioni di euro l’anno), i controllori istituzionali, i controllori dei controllori. Ma non è così.

Quando qualcuno tenta di entrare nel “cerchio magico” proponendo, nel pieno rispetto di qualità e puntualità del servizio, un tariffario concorrenziale ragionevole, si scatena l’inferno. La rete, pervasa da corruttori, collusi e corrotti (ci sono le prove), passa all’attacco. Con minacce, stalking, aggressioni di ogni genere, false denunce. Con sfrontate intrusioni di soggetti delle istituzioni, che, con libertà d’azione sorprendente, si schierano a fianco dei monopolisti.

Vanno in scena imboscate, ricatti, false misurazioni per mettere in cattiva luce i concorrenti, che finiscono intrappolati in una grottesca tenaglia, per “finti controlli” o “controlli mancati”. Quando i nuovi “intrusi” sono talmente zelanti che segnalano agli Organi di vigilanza persino le “false anomalie”, cioè quelle derivate da materiali non soggetti ad obbligo di controllo. E che quindi non comporterebbero l’obbligo di notifica (tanto per capirci: mattoni, piastrelle, ceramiche, ecc., con presenza di radioisotopi naturali, con rischio trascurabile, al di sotto della “non rilevanza radiologica” di legge).

Alcuni aspiranti “Esperti” scappano. Chi resiste e resta in campo si trova in guerra.

Ma troppe cose non tornano.

  • Una firma di vidimazione (e quindi preliminare) dell’ultimo Esperto Qualificato sul modulo di regolarità della merce viene fatta passare per induzione al falso. Quando la normativa non la richiede (lo dice a chiare lettere anche l’ISPRA), mentre fa testo quella di chi fa le misure (Misuratore). La firma rappresenta unicamente la garanzia dell’esistenza di una gestione corretta dei controlli a cura dell’Esperto incaricato, iscritto negli elenchi ministeriali.
  • Le cartelle più significative, comprensive degli studi dei nuovi preventori inerenti i singoli casi di rilevata “anomalia”, relative ai controlli effettuati, sono messe in quarantena.
  • I controllori dei controllori delegano il denunciante (!) ad eseguire controlli sull’operato dei nuovi misuratori. E presentano dei risultati, che sono sostanzialmente, quelli sì, dei falsi.
  • I controllori di secondo livello bloccano per intere settimane dei carichi, dichiarati regolari dal nuovo Misuratore con la strumentazione più all’avanguardia correttamente impiegata, quando sanno perfettamente che si tratta di merce sdoganabile per non rilevanza della loro radioattività (naturale) ai sensi di legge. Tanto che, per calmare le acque (e non perdere tutti i clienti), la ditta che gestisce il servizio di controllo è costretta a presentare apposito esposto. E le acque si calmano.
  • Le riflessioni dei nuovi “intrusi”, laddove portano luce sulla “legge della concorrenza”, sono bellamente ignorate.
  • Si impedisce in ogni modo ai denunciati di chiarire la situazione nelle giuste sedi. Oppure, quando la cosa sembra possibile, si scopre che non si deve introdurre nel discorso alcun aspetto tecnico! Ma la radioattività, compresa quella della natura in cui viviamo, non si vede. Dovremo pur fare qualche considerazione di natura tecnica per comprenderla!

Restano le querele. E la verità?

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