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Il decreto legislativo 27/01/2010, n. 17 (in vigore da marzo 2010) ha recepito la nuova direttiva macchine ed ha modificato la direttiva ascensori. In pratica non è più possibile acquistare macchine nuove costruite dopo il 29/12/2009 che non siano marcate CE, con riferimento a detta direttiva 2006/42/CE.

La direttiva stabilisce il concetto della libera circolazione dei prodotti (macchine e “quasi macchine”) nel mercato comune europeo tramite armonizzazione dei requisiti essenziali di sicurezza (RES). La conformità ai RES è data da un insieme di procedure eseguite da enti (organismi notificati) per le macchine comprese nell’allegato IV, mentre per le altre macchine (fuori allegato) è sufficiente un semplice “fascicolo tecnico”.

La marcatura CE deve comunque essere accompagnata da idonea documentazione tecnica.

L’allegato IV, in particolare, comprende le seguenti macchine (per legno e similari):

–        Seghe circolari;

–        spianatrici;

–        piallatrici;

–        seghe a nastro;

–        combinate;

–        tenonatrici;

–        fresatrici; toupies;

–        seghe a catena portatili.

Inoltre:

–        presse, comprese le piegatrici;

–        formatrici per materie plastiche;

–        formatrici della gomma;

–        ripari per dispositivi amovibili di trasmissione meccanica;

–        ponti elevatori per autoveicoli;

–        apparecchi di sollevamento di persone o di persone e cose con pericolo di caduta verticale superiore a 3 m;

–        ripari mobili automatici interbloccati;

–        strutture di protezione in caso di ribaltamento (ROPS);

–        strutture di protezione contro la caduta di oggetti (FOPS).

In ogni caso il fabbricante deve garantire l’effettuazione di una completa valutazione dei rischi sulla  macchina: progetto e costruzione dovranno basarsi su detta valutazione. La valutazione va effettuata anche per il rischio elettrico (pertanto non va più indicata la conformità alla direttiva “bassa tensione”).

La nuova direttiva, nella sostanza, ricalca la precedente, con l’aggiunta di chiarimenti, quali:

–        nuova definizione di “quasi macchina” (per es. motori a combustione interna, nastri trasportatori);

–        definizione delle attrezzature intercambiabili, che devono essere marcate;

–        sostituzione della vecchia “direttiva bassa tensione” con la nuova 2006/95/CE (a cui devono rispondere, per esempio, macchine da ufficio e interruttori;

–        obbligo di riportare sulle dichiarazioni di conformità il nominativo della persona autorizzata a costituire il fascicolo tecnico;

–        precisazioni sul contenuto del manuale d’uso.

La nuova definizione di macchina comprende anche quelle prive di motore.

Per quasi macchina (PMC – Partly Complleted Machinery) si intende un sistema che, da solo, non è in grado di costituire un’applicazione determinata.

Infine il fabbricante deve indicare il livello di rischio residuo, a valle delle misure adottate, anche in rapporto al possibile cattivo uso della macchina.

Vanno ovviamente considerati i consueti principi dell’ergonomia.

L’utilizzatore deve sempre verificare il rispetto della direttiva, sia dal punto di vista formale che sostanziale, come pure assicurare idonea manutenzione ed accurati informazione/formazione/addestramento.

motorescoppio(anima)

 

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