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Droghe: basta ipocrisie

in Articoli, Benessere e piaceri

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Una recente ricerca del CNR ha rilevato che i giovani spesso non sanno quali droghe consumano o comunque non hanno una chiara visione di quello che si potrebbe chiamare rapporto rischi-benefici. Il divieto, sempre e comunque, di farne uso, produce ignoranza, tabù ed effetti devastanti. Mentre le mafie ingrassano. Si parla di miliardi all’anno. Specie sulla pelle dei giovani che hanno la sfortuna di vivere in una bolla impermeabile a diverse conoscenze.

Se una madre, di fronte al figlio che fuma hashish, chiama le forze dell’ordine, c’è qualcosa che non funziona. Il ragazzo si lancia dalla finestra, un bel discorso liberatorio commuove la folla e i problemi restano. Perché una politica ipocrita e bigotta, avvinghiata a centri “curiali” di potere, si guarda bene dal risolvere il problema.

Ci sono due alternative: la legalizzazione delle droghe, di ampia portata in quanto regolamenta consumo, produzione e vendita di sostanze non più considerate illegali; la depenalizzazione del consumo e possesso per uso personale, ma anche di produzione (entro certi limiti), che non prevede sanzioni penali.

In Italia, al momento, l’uso di droghe leggere è soggetto a sanzioni amministrative.

Il Portogallo, nel 2001, ha introdotto la depenalizzazione di tutte le droghe. Chi è trovato in possesso di droghe pesanti deve pagare una piccola sanzione, ma viene sottoposto di regola ad un programma di recupero. Il sistema portoghese sembra aver funzionato: meno morti, meno casi di HIV, meno gente in carcere (con conseguenti minori indici di dipendenza).

Intanto nei Pronto Soccorso i ragazzini “inzuppati” di alcool (anche qui manca l’informazione) e miscugli di droghe spesso indecifrabili sono all’ordine del giorno; come gli incidenti stradali gravi di giovanissimi, con il 70% dei casi con forte abuso di sostanze stupefacenti.

Il problema è aggredibile con:

  1. a) Depenalizzazione generale delle droghe: basta con la demonizzazione; l’uomo ha sempre fatto uso di droghe; la droga modifica lo stato di coscienza e fa provare piacere ed emozioni. Chi ne fa uso consapevole e intelligente non può essere condannato a priori.
  2. b) Informazione e formazione nelle scuole di ogni grado (a partire dalla scuola dell’obbligo) sull’effettiva realtà delle droghe, senza dimenticare l’alcool o il tabacco;
  3. c) Informazione nelle famiglie, troppo spesso impreparate sul piano psicologico, medico e filosofico.

I ragazzi devono sapere che fumo ed alcool sono droghe legali da trattare con cautela. Devono sapere distinguere tra droghe pesanti, come cocaina ed eroina, e droghe leggere, come hashish e marijuana.

O smart drugs da discoteca.

Devono saper distinguere tra droghe eccitanti, droghe rilassanti, droghe da viaggio, con visioni distorte del mondo reale. Devono conoscere gli effetti devastanti sul corpo del potente krokodil, che si può reperire a pochi euro. O dello shaboo, storica metanfetamina distribuita abbondantemente ai soldati tedeschi nella guerra lampo, che racchiudeva in sé la catastrofe finale: euforia prima e dipendenza con down totale dopo.

Devono essere messi nella condizione di far fronte a quel grave pericolo della dipendenza, di tipo fisico, ma anche psichico.

L’avvicinamento dei giovani alla droga può avere cause diverse: dalla mancanza di interessi forti a problemi di relazione. Ma spesso è dovuto semplicemente all’emulazione. Se persiste può essere dovuto a una deficienza fisica, con minor produzione di dopamina nel cervello (responsabile delle sensazioni di piacere). Magari nell’ignoranza di tutte quelle tecniche, di attivazione naturale, dei centri organici del piacere (sessuale in primis) di cui gli orientali sono grandi maestri.

 

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