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Le campagne contro il fumo di sigaretta e gli avvisi sui pacchetti non hanno prodotto risultati apprezzabili se oggi si stima che almeno il 25% della popolazione in Italia è soggetta al fumo passivo (oltre 4 milioni di bambini sino all’età di 14 anni).

Il fumo passivo (ETS – Environmental Tobacco Smoke) è una combinazione del fumo emesso dal fumatore e di quello che proviene dalla combustione del tabacco diluito nell’aria.

Chi è esposto al fumo di “seconda mano” fuma in media due sigarette al giorno, quanto basta per comportare seri rischi per la salute, quali cancro ai polmoni e patologie cardiache.

I bambini sono i più colpiti, con un’ampia gamma di patologie che vanno dalle otiti, alle bronchiti, a crisi d’asma.

Chi cresce in una famiglia di fumatori, inoltre, tende a diventare fumatore abituale.

Ma c’è anche il fumo di “terza mano”, cioè quella miscela invisibile e tossica di gas e particelle che resta “attaccata” a capigliatura, vestiti, rivestimenti, tappeti e tessuti vari. Che permane, quindi, anche dopo che il fumo di seconda mano non è più presente. La micidiale miscela contiene metalli pesanti, agenti cancerogeni ed anche sostanze radioattive. In particolare cianuro di idrogeno (armi chimiche), butano, toluolo, piombo, Polonio 210 (radioattivo), che appartiene alla catena di decadimento dell’Uranio 238 (molto presente nei fertilizzanti ricavati da rocce fosfatiche).

I bambini sono particolarmente vulnerabili, dal momento che mettono le mani facilmente in bocca dopo aver toccato superfici contaminate.

E’ sbagliato fumare quando il bambino è assente, credendo così di tutelarlo: l’olfatto è una riprova del rischio che resta in un ambiente dove qualcuno ha fumato: Anche se viene ventilato, permane sempre un odore di fumo, che dimostra la presenza di sostanze dannose.

Per i figli è poi importante comportarsi in modo coerente:

–        E’ inutile raccomandare di non fumare e poi accendere la sigaretta.

–        Cercare di spiegare quali sono i danni del fumo.

–        Evitare la presenza di sigarette in casa.

–        Ricordare che il tabacco uccide ogni anno 6 milioni di persone, di cui 600mila sono vittime del fumo passivo.

Separare il fumatore dal non fumatore e ventilare l’ambiente non elimina i rischi da esposizione al fumo passivo.

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