Articoli


Gas: pericolo sottovalutato

in Articoli, Sicurezza negli ambienti di vita

Clicca per ingrandire

Con il gas non si scherza. Solo quando abbiamo notizia di un incidente (e purtroppo ne accadono sempre di rilevanti, anche con esiti mortali multipli), focalizziamo per un attimo il problema. Ma quando si tratta di verificare la sicurezza del gas in casa, dimentichiamo facilmente l’argomento. Storditi dai media, pensiamo alla crescita o ai default bancari e ce ne freghiamo della sicurezza.

Eppure basta indirizzare l’attenzione su pochi punti fermi. E attivarsi. Ecco un semplice decalogo.

  1. Se si avverte odore di gas (che di per se stesso è praticamente inodore, ma viene “odorizzato” per motivi di sicurezza), non accendere luci, né provocare fiamme, aerare l’ambiente e chiamare il Pronto intervento dell’Azienda distributrice o i Vigili del Fuoco. Tenere presente che la soglia di pericolo per esplosioni della miscela gas-aria è molto bassa: basta il 4% di gas metano. Per il GPL si parte dal 2%.
  2. E’ fondamentale che il locale che ospita un qualsiasi apparecchio a gas sia sempre ben ventilato (a meno di apparecchiature stagne, per esempio caldaie, verso l’ambiente interno, cioè con presa diretta dell’aria dall’esterno). L’aerazione si ottiene con almeno un’apertura di tipo permanente, anche se si tratta di un fornello.
  3. Se c’è un tubo flessibile (cucine normali, non a incasso) va controllata l’integrità con frequenza e comunque il tubo deve essere sostituito almeno ogni 5 anni. Fermo restando che va verificata la scadenza stampigliata.
  4. I piani di cottura devono possedere un dispositivo di sicurezza per assenza di gas: se si spegne accidentalmente la fiamma, un sensore blocca l’emissione.
  5. Ricordare sempre di chiudere appena possibile il rubinetto del gas.
  6. Acquistare solo apparecchi marcati CE (contrassegno del produttore che certifica, sotto la sua responsabilità, che il prodotto è conforme, in particolare, alle regole di sicurezza). Il marchio, su base volontaria, IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità) dà la garanzia della certificazione da Ente terzo, invece che dallo stesso produttore.
  7. Per la manutenzione, ordinaria e straordinaria, di un impianto gas, evitare il “fai da te”, ma rivolgersi ad un tecnico abilitato.
  8. Presso i fornelli non lasciare mai materiale infiammabile (alcool, spray, smacchiatori, ecc.) o semplicemente combustibile (carta, ecc.).
  9. Far controllare periodicamente da tecnico abilitato (con frequenza che dipende dall’uso, ma che non dovrebbe essere inferiore a biennale) la regolare evacuazione dei fumi.
  10. In funzione della sicurezza, ricordare che il gas metano (quello comunemente usato) è più leggero dell’aria e quindi sale; il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) è più pesante, quindi scende e tende ad accumularsi nella parte bassa degli ambienti.

Un consiglio: una certa sicurezza aggiuntiva si può ottenere con l’installazione di un rivelatore di fughe di gas (attenzione al tipo, che varia a seconda del gas utilizzato). Il rivelatore, con relativo circuito di allarme ed eventuale sistema di intercettazione del gas, può essere scelto tra i modelli sensibili non solo alla presenza di gas incombusto, ma anche di ossido di carbonio. Come sappiamo l’ossido di carbonio, dovuto a combustione incompleta per carenza di aerazione, è altamente a rischio e persino letale. Infatti questo gas (inodore) si lega all’emoglobina del sangue (che trasporta l’ossigeno ai tessuti) impedendo quindi l’ossigenazione dell’organismo, cuore e cervello compresi. In sostanza provoca asfissia.

 Se si tratta di metano, il dispositivo va collocato in alto; se di GPL, in basso.

Attenzione: non affidarsi ciecamente al rivelatore, che, come tutte le macchine, va controllato sistematicamente secondo le indicazioni del fabbricante.

Seleziona il Social Network in cui vuoi condividere la pagina:

Grazie per il tuo apprezzamento :)

La tua valutazione ci permette di fornire informazioni sempre più approfondite.