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La materia è regolata dal D.Lgs. 462/01 (Denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi).

Entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all’ISPESL (ora INAIL – Dipartimento Territoriale – Settore Ricerca, Certificazione e Verifica) ed all’ASL – PSAL territorialmente competente. Nei comuni singoli o associati ove è stato attivato lo sportello unico per le attività produttive la dichiarazione di conformità è presentata allo stesso.

Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni 5 anni, ad esclusione di quelli installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è biennale. Per l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all’ASL o all’ARPA o ad organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI.

Da notare che l’entrata in vigore del DM 37/08 rafforza l’obbligo per tutti gli impianti di avere la documentazione obbligatoria, senza la quale non si potrà procedere né all’omologazione né alle verifiche periodiche.

Secondo il DM 37/08 tutti gli interventi di installazione (nuovi impianti), di ampliamento o trasformazione di impianti esistenti devono essere progettati ad esclusione di :

ascensori

impianti di cantiere

impianti elettrici posti completamente all’aperto

Negli impianti più complessi il progettista dovrà essere un professionista iscritto all’albo; in tutti gli altri impianti il progetto potrà essere eseguito dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice. In quest’ ultimo caso l’elaborato tecnico dovrà essere costituito almeno dallo schema dell’impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell’opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d’opera.

E’ richiesto il progetto dell’impianto elettrico da parte di un professionista iscritto all’albo professionale per gli impianti di seguito indicati :

– servizi condominiali aventi potenza impegnata superiore a 6 kW

– unita’ abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o di superficie superiore a 400 m2;

– impianti realizzati con lampade fluorescenti a catodo freddo, collegati ad impianti elettrici, per i quali e’ obbligatorio il progetto e in ogni caso per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200 VA resa dagli alimentatori;

– unità immobiliari adibite ad attivita’ produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o qualora la superficie superi i 200 m2;

– impianti elettrici relativi ad unita’ immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, in caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio.

Le imprese installatrici devono realizzare gli impianti secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. L’impresa installatrice deve rilasciare al termine dei lavori, ai sensi dell’art.7 del DM 37/08 la “dichiarazione di conformità” redatta secondo il modello definito nello stesso DM (modulo I).

Di seguito vengono elencati gli allegati obbligatori alla dichiarazione di conformità:

– progetto ai sensi degli articoli 5 e 7 del D.M. 37/08

–  relazione con tipologie dei materiali utilizzati

– schema dell’impianto realizzato (non richiesto in presenza di progetto redatto da professionista iscritto all’ albo)

– riferimento a dichiarazioni di conformità precedenti o parziali, già  esistenti

– copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico – professionali

__________

Gli impianti eseguiti dopo il 13/03/1990 (data entrata in vigore Legge 46/90) dovrebbero avere la dichiarazione di conformità.

Per quelli che ne sono sprovvisti la dichiarazione di conformità va sostituita con la dichiarazione di rispondenza. Tale dichiarazione può essere emessa solo per gli impianti realizzati fino al 27/03/2008 (data entrata in vigore DM 37/08) ed attesta :

– la rispondenza alla regola dell’ arte nel momento in cui l’ impianto è stato realizzato (impianti eseguiti post 13/03/1990)

– la rispondenza alla vigente normativa di legge in particolare a quella sulla sicurezza sul lavoro (impianti eseguiti ante 13/03/1990 in luoghi di lavoro)

– la rispondenza ai requisiti minimi indicati nell’ art. 6 comma 3 (impianti eseguiti ante 13/03/1990 in unità ad uso abitativo)

La dichiarazione di rispondenza, che può essere presentata nei casi previsti in alternativa alla dichiarazione di conformità, può essere firmata da :

– Professionista (iscritto all’albo professionale, per le specifiche competenze tecniche richieste e vere esercitato la professione per almeno cinque anni nel settore impiantistico) per tutti gli impianti:

– Responsabile tecnico di un’impresa abilitata, solo per impianti non soggetti a progetto da parte di un professionista.

Tenere presente, come da Guida CEI 0-14, che le date di effettuazione delle verifiche per campionatura (ISPESL-INAIL) e per le verifiche periodiche (ASL/ARPA/Organismi abilitati) devono essere sempre conteggiate a partire dalla data di emissione della dichiarazione di conformità. Quindi dopo 2 o 5 anni, a seconda del tipo di impianto.

 

 

 

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