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Il lavoro impegna almeno un terzo del nostro tempo. E diventa molto di più se consideriamo i tempi morti per spostamenti e impegni correlati. Se, come in gran prevalenza accade, il lavoro non soddisfa appieno, sono inevitabili conflitti interiori e carenze relazionali. Ecco quindi la grande importanza, per la gestione dell’equilibrio personale ed in definitiva per il benessere, del sistema di vita. Una vita extralavorativa che appaga tende a migliorare l’approccio al lavoro, anche nei casi, frequenti, di un lavoro che non piace. Rendendo accettabili il clima lavorativo e le relazioni interpersonali.

Quando si parla di sistema di vita, occorre puntare l’attenzione su vari aspetti dell’esistenza che non possono limitarsi alla salute fisica o alla lunghezza delle ferie, ma vanno a toccare dei temi spesso confinati e soffocati dalle incombenze di ogni giorno: rapporti familiari, sessualità, divertimenti, socialità, sicurezza domestica e stradale, alimentazione, dipendenze varie (alcol, tabacco, droghe, farmaci), ecc.

Si arriva ad una condizione di benessere solo quando si riesca ad armonizzare sufficientemente lo stile di vita con l’attività lavorativa.

Benessere non significa solo assenza di patologie, ma uno stato psichico, fisico e sociale che determina l’equilibrio complessivo della persona.

Il benessere negli ambienti di vita comprende la valutazione e l’eventuale azione sulle condizioni di salubrità ambientale (microclima, illuminazione, inquinamento da agenti chimici, fisici, biologici).

Il benessere esistenziale si riferisce invece a quegli aspetti più intimi che hanno un peso rilevante nell’equilibrio personale: rapporti familiari e sociali, sesso, capacità di cogliere gli aspetti ludici dell’esistenza, capacità di superare difficoltà, incidenti, lutti.

Benessere sul lavoro non significa solamente condizioni ambientali favorevoli, assenza di fatica o di ritmi insostenibili e orari adeguati, ma anche rapporti costruttivi con il datore di lavoro, gratificazione nella carriera, clima di competizione nei giusti termini, capacità di adattamento e autovalorizzazione, capacità di condivisione delle conoscenze con i colleghi e assenza di stress negativo.

Il benessere alimentare la fa da padrone: secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) circa 1/3 delle malattie cardiovascolari e dei tumori possono essere evitati con una sana alimentazione.

L’organismo ha bisogno di una alimentazione varia ed equilibrata:

Non più del 25% di calorie da grassi; 50% di carboidrati; 25% di proteine, specie di origine vegetale.

I grassi saturi (specie di origine animale) non dovrebbero essere più dell’8% delle calorie totali; i polinsaturi (di origine vegetale) il 10%; i monoinsaturi (olio d’oliva) il resto.

Da privilegiare:

–        Cereali, meglio se integrali;

–        Frutta e ortaggi (attenzione ai trattamenti chimici);

–        Pesce, uova, legumi;

–        Latticini con basso tenore di grassi;

–        Acqua (il 70% dell’organismo è composto di acqua).

La cura della persona riguarda, oltre l’alimentazione, la pratica di sport o trattamenti tradizionali (ginnastica, corsa, marcia, nuoto, massaggi, sauna) o di medicina alternativa (yoga, agopuntura, ayurveda, fitoterapia, ecc.), che solitamente prevede un approccio olistico (cioè d’insieme) alla salute, concetto di per sé fondamentale, peraltro spesso ignorato dalla medicina occidentale.

Non è sempre facile avere un lavoro ben remunerato, sicuro e allineato con le proprie competenze, la cosiddetta “buona occupazione”. Occorre quindi agire, se si vuole raggiungere un minimo di benessere, su altri fattori equilibranti.

Tra questi, dobbiamo annoverare queste caratteristiche (intelligenza emotiva):

–        La motivazione di se stessi e la fissazione di un obiettivo;

–        L’autocontrollo nelle situazioni difficili;

–        L’empatia (abilità di sintonizzazione con gli altri).

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