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Origini del pensiero tantrico

in Articoli, Benessere e piaceri

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Per capire le origini del pensiero tantrico, dobbiamo tornare a millenni (secondo alcuni studiosi anche 9.000 anni) prima dell’era cristiana: nella valle dell’Indo (in gran parte l’attuale Pakistan), ma anche sulle coste del Mediterraneo, in Asia Minore. In queste zone troviamo le vestigia della grande civiltà pre-ariana. Fondata sulla democrazia, la libertà individuale, l’assenza di religioni opprimenti, la venerazione della Dea Madre e quindi della donna in quanto forza generatrice.

Le ricerche archeologiche hanno permesso di capire molte cose importanti su quella civiltà (che vedremo poi trasferite, ma solo parzialmente, nel mondo greco e romano): segni importanti sono assenza di guerre, squilibri sociali quasi inesistenti, cura del proprio corpo, con presenza di una “sala d’acqua” in ogni casa; e dell’ambiente, con un efficiente sistema fognario e la relegazione delle attività artigianali in qualche modo inquinanti in apposita zona “industriale”, abitazioni separate dalla strada con un efficace muro di cinta e con il pozzo dell’acqua.

Gli abitanti dell’epoca vivevano di pesca, allevamento, agricoltura. Ma erano vitali anche interessi artistici e di svago. A Mohenjo-Daro notiamo un’urbanizzazione perfetta e la presenza di una piscina pubblica in mattoni al centro della cittadina (“Il Grande Bagno”).

La città vera e propria pianificata come una città dei giorni nostri. E siamo all’Età del Bronzo o anche prima!

Un sistema idraulico più avanzato di quello egizio ed anche romano, venuto almeno 2.000 anni dopo.

I ricercatori sono concordi nell’affermare che in questa civiltà esistevano sistemi filosofici e di conoscenza dell’uomo molto profondi, che, peraltro, sono stati riesumati in epoche successive.

Si tratta in particolare delle scuole Tantriche, con insegnamenti segreti trasmessi esclusivamente  da maestro a discepolo. Che poi diedero origine a varie correnti Yoga, descritte successivamente in sanscrito, e andarono ad influenzare altre filosofie indiane, tibetane, cinesi e giapponesi.

La via verso l’assoluto nasce per il Tantra dai pensieri e dalle emozioni quotidiane.

Le ipotesi sulla fine di questa grande civiltà non sono concordi. Quello che però possiamo dire che, sulla base delle conoscenze acquisite dalle indagini archeologiche, può essere di stimolo e indirizzo per le civiltà dei nostri tempi, che hanno sovente perso di vista i valori primordiali, della pace, della solidarietà, dell’accettazione delle idee e delle pulsioni profonde, fisiche e psichiche, dell’animo umano.

Il Tantra, nella ricerca del vero benessere, qui e subito, è in sostanza una reazione alla speculazione vuota, propria di religioni e filosofie predominanti, che non portano da nessuna parte. Il Tantra è l’opposto della meditazione e contemplazione in quanto si basa sull’esperienza diretta e fisica. Lo scopo è sempre la trascendenza, intesa come liberazione dalle cose terrene. Ma per raggiungere la meta occorre per il Tantra passare per le tutte le esperienze di godimento del mondo.

Nel Tantra sono sempre presenti i due principi cosmici: maschile e femminile. L’elemento femminile (Shakti) ha nel Tantra grande importanza, tanto da diventare l’essenza in talune correnti tantriche. L’energia di Shakti primigenia (Kundalini) è presente in ogni organismo e viene risvegliata con le pratiche tantriche, che si fondano sul desiderio di sperimentare e conoscere. E che nemmeno la morte estirpa, in quanto fino all’ultimo il tantrika aspira a vivere ancora e reincarnarsi in modo da continuare nelle proprie esperienze ambite.

Secondo il Tantra, quindi, sono i piaceri della carne che, potenziati attraverso riti o azioni liberatorie, possono portare, attraverso l’esaurimento del desiderio, verso la trascendenza della condizione umana e quindi, attraverso pratiche di immobilità, ritenzione, posizioni studiate, controllo del respiro e del pensiero, al grande orgasmo e alla grande estasi.

Con il superamento dei confini dell’io. Secondo il tantra la beatitudine che scaturisce dall’unione tra sessi opposti è in realtà la riunificazione dell’io, nella sua polarità maschile e femminile.

Anche Jung, per esempio, citava una polarità maschile nella donna ed una polarità femminile nell’uomo.

La filosofia tantrica la ritroviamo, in forme differenti, ma simili nella sostanza, anche in Occidente: riti orgiastici dei Fenici, dei Babilonesi, degli Egiziani, dei Greci e dei Romani, poi persino di correnti cresciute nell’ambito del Cristianesimo delle origini (Gnosticismo) e poi ancora, ai giorni nostri, delle varie correnti legate alla New Age.

L’essenza è quella di sacralizzare l’energia potente che è in noi e rapportarsi al prossimo con il massimo rispetto, in una ricerca continua della migliore socialità. Il Tantra è anche attuale se pensiamo che i suoi principi si possono applicare per dare un lavoro dignitoso a tutti (anche a scapito degli interessi personali di alcuni), con riduzione dell’orario di lavoro per legge; per un maggior tempo libero, occasione di incontri e svaghi, nel quadro di un maggiore distacco dalle ossessioni del denaro e dei consumi. Senza più sentire mille volte al giorno quella parola ormai maniacale di “crescita”.

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