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Psicologia del lavoro

in Articoli, Sicurezza e salute sul lavoro

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Da recenti indagini americane relative alla psicologia del lavoro emerge che solo il 30% dei lavoratori si impegna al meglio nell’attività lavorativa, armonizzando i propri interessi con quelli del datore di lavoro e con risultati in termini di produttività che superano del 20% e più quella dei meno impegnati. Un’altra ricerca analoga su circa 150 Paesi nel mondo fa scendere tale percentuale al circa il 15 %. Per quanto concerne l’Italia un terzo sondaggio riduce drasticamente la percentuale al di sotto del 5%.

In parole povere sembra che la disaffezione al lavoro sia piuttosto diffusa, per cui è ampia la categoria di quelli che danno all’azienda il minimo indispensabile, come pure quella degli scontenti totali, che ovviamente si affidano all’assenteismo e sono più portati alla malattia e all’infortunio. Ciò può derivare indubbiamente da tipologie di lavoro inadatte al carattere della persona (purtroppo non tutti sono in grado di trovarsi il lavoro ideale), ma sembra che, molto spesso, anche il management non abbia le capacità di individuare le azioni necessarie per coinvolgere maggiormente i dipendenti.

Non sono quindi da sottovalutare le iniziative, anche a livello universitario, rivolte ai manager e tese a sviluppare la capacità di problem solving, acquisendo l’abilità necessaria per operare al meglio nei ruoli imprenditoriali.

Si tratta quindi di studiare maggiormente i comportamenti delle persone nel contesto del lavoro, anche in rapporto alle relazioni interpersonali e alle regole organizzative.

Lo scopo è quello di favorire il benessere e, nel contempo, la produttività.

Non sempre il lavoro è creativo e soddisfacente dal punto di vista psicologico. Non sempre è il singolo è in grado di cambiare lavoro.

Può essere allora una soluzione la riduzione drastica dell’orario di lavoro, con una settimana lavorativa dimezzata (intorno alle 20 ore). Con il conseguente maggior rendimento si potrebbe ridurre la relativa perdita di stipendio. Il tempo libero porterà poi nuove opportunità per il godimento della vita e, volendo, la ricerca di attività più stimolanti e magari redditizie.

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