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Smog: l’utopia del cambiamento

in Articoli, Benessere e piaceri, Sicurezza negli ambienti di vita

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Da decenni media e politici pontificano sul problema smog. E propongono delle soluzioni tanto “politicamente corrette” quanto prive di senso. Si va dal blocco, parziale o totale, del traffico urbano alla riduzione della temperatura nelle case, dall’esortazione a non fare attività fisica nei picchi di inquinamento all’uso di comuni mascherine antipolvere.

In realtà nessuna di queste proposte serve a qualcosa di concreto. L’ISTAT calcola che nel nostro Paese i decessi per malattie legate all’inquinamento ambientale abbiano raggiunto la cifra record, nel 2015, di quasi 700.000. L’OMS ha calcolato che nel mondo vi siano ogni anno 7 milioni di morti da inquinamento dell’aria.

Che significato ha portare a spasso un bambino in carrozzina che respira a pieni polmoni solo gas di scarico di motori a combustione, che non hanno più ragione di esistere? Che significato ha chiudersi in ambienti a prova di finestre bloccate, o con sistemi di condizionamento parzializzati, quando sappiamo che l’inquinamento interno tende facilmente a superare quello esterno e, fatto altrettanto grave, genera in breve tempo una diminuzione significativa della percentuale di ossigeno (e inquinamento da anidride carbonica)?

La pericolosità delle polveri sottili è dovuta alla facilità di penetrazione nell’apparato respiratorio, in misura tanto maggiore quanto minore è la dimensione del particolato. Le particelle più piccole (quelle al di sotto di 1 μm, le PM1) possono superare i bronchi e raggiungere gli alveoli polmonari. Il risultato è costituito da forme asmatiche e affezioni cardio-polmonari, fino ad arrivare ad una diminuzione della funzionalità dei polmoni.

Secondo alcuni studiosi, le fonti rinnovabili già oggi disponibili consentirebbero di produrre una quantità di energia sei volte superiore al fabbisogno mondiale.

I grandi impianti solari possono risolvere il problema energetico con assenza di inquinamento. Ma non aspettiamoci che la strada, di totale cambiamento, sia tracciata a livello politico, scientifico o burocratico. La soluzione è teoricamente a portata di mano. Ma non possiamo sperare che arrivi dall’alto. La politica, ma anche la scienza e la burocrazia, colluse con i poteri forti delle fonti fossili (petrolio in primis) non sono per i veri cambiamenti.

La grande metamorfosi è in tutti noi. Attraverso iniziative capaci di influenzare efficacemente la gestione politica.

E’stimato che con l’impiego dell’1,5% di territorio nazionale per i pannelli solari sarebbe soddisfatto l’intero fabbisogno energetico del Paese!

Potremmo persino abbandonare del tutto l’idea del nucleare, per cui, se da una parte migliora con le nuove centrali la sicurezza intrinseca, il problema delle scorie radioattive è tuttora rilevante. Anche se in controtendenza rispetto al resto del mondo, con una potenza nucleare globale in aumento (dal 15% sull’energia totale nel 2010 al 20% stimato nel 2040).

Qualcosa si sta muovendo verso la realizzazione di mega centrali solari (USA, Cina), ma il colpo di grazia ai poteri forti lo dobbiamo dare noi. Altrimenti tra 50 anni, saremo ancora a discutere sull’efficienza di un motore a scoppio o sull’uso o meno del carbone.

Oltretutto la tecnologia ci offre oggi anche una soluzione per conservare l’energia ricavata dal sole (solare termodinamico).

Con il solare e l’adozione di tecnologie peraltro già a disposizione (motorizzazione elettrica, teleriscaldamento, ecc.) lo smog potrebbe diventare un brutto ricordo. E si risolverebbero altre gravi problematiche connesse, come il rumore da traffico. Per una qualità della vita degna dell’intelligenza umana.

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