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Come se non bastasse l’orario di lavoro spesso assurdo che ci distrae dai piaceri dell’esistenza, scopriamo un’altra assurdità: il tempo trascorso nel traffico è insensato. Una ricerca portata avanti da Tom Tom (navigatori satellitari) afferma che a Mosca, la metropoli più trafficata, il tempo perso è mediamente di 127 ore all’anno, l’equivalente di almeno tre settimane lavorative.

Anche in Italia non si scherza. Palermo è la più trafficata, ma anche Roma, Milano, Napoli , Torino, Genova sono tra le prime nel traffico. Roma ha un incremento dei tempi, nelle ore di maggior transito, di circa l’85%.

Non possiamo però ignorare che in molti casi questi dati sono sottostimati e diventano sproporzionati se li riferiamo a singole realtà quotidiane, quando le percorrenze sono lunghe e impegnative. Con il risultato di arrivare sul luogo di lavoro già stanchi e stressati.

L’automobilista, peraltro spesso soggetto a livelli di inquinamento inaccettabili (rumore, sostanze tossiche, ecc.), finisce per sviluppare dei comportamenti aggressivi, facilitati dall’assenza di empatia (che si ha quando il contatto tra le persone è diretto). Tali comportamenti, oltre all’azione autodistruttiva, aumentano la probabilità di incidenti. Spesso per azioni di rivalsa senza alcuna logica, con superamenti in velocità o manovre azzardate.

In definitiva, per una migliore qualità della vita:

–        Avvalersi se possibile di un mezzo pubblico adeguato, come il treno. Da parte dello Stato o dell’Ente locale, privilegiare le aree a traffico privato interdetto o limitato.

–        Sfruttare le nuove tecnologie informatiche, per quanto possibile, trasferendo l’attività a casa. Questa opzione comporta ovviamente delle scelte imprenditoriali, che dovrebbero essere incentivate anche a livello pubblico: se la persona è soddisfatta, crescono benessere e rendimento.

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