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Recenti studi hanno confermato che il 50 % delle persone è carente di vitamina D. Ciò comporta dei rischi significativi per patologie gravi. E’ dimostrato che una carenza di questa vitamina provoca diminuzione della forza muscolare, aumento del rischio di cancro a colon-retto, prostata, seno. Persino il morbo di Parkinson sembra favorito dalla carenza della vitamina.

Ecco un altro elenco non esaustivo delle malattie più importanti che risultano influenzate da detta carenza: cancro; autismo; diabete; Alzaimer; ipertensione; psoriasi; insonnia; degenerazione maculare; malattie cardiache; tubercolosi; perdita dell’udito; miopia; asma; depressione.

Orari impegnativi sul lavoro, nella scuola, in casa determinano una carenza diffusa di questo prezioso fattore. Con aumento delle epidemie e delle malattie croniche.

Esistono degli studi che dimostrano come il rischio di cancro si possa ridurre della metà ottimizzando i livelli di vitamina D con una ragionata esposizione al sole, senza eccedere.

Sembra infatti che l’effetto protettivo dai tumori si determini attraverso l’autodistruzione delle cellule mutate (che possono generare un tumore) per effetto della vitamina.

Più vita all’aperto, quindi, evitando di impegnare troppo tempo sul lavoro (e nei relativi spostamenti, magari in mezzo all’inquinamento). Anche se bastano in teoria 15 minuti di esposizione solare giornaliera per assicurarne il fabbisogno, è facile, nella realtà quotidiana, che l’esposizione sia insufficiente.

Da un apporto regolare di vitamina D traggono giovamento i giovani, per il migliore accrescimento scheletrico, e i meno giovani per evitare l’osteoporosi e le conseguenze di possibili cadute (ossa fragili).

La vitamina interviene nella regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo, elemento importante delle ossa, dei denti e delle cellule in generale. Senza la vitamina D il calcio non viene assimilato dalle ossa.

La vitamina D viene sintetizzata nell’organismo per azione della luce solare: una provitamina presente nella nostra pelle si trasforma nella vitamina. L’esposizione solare può essere anche parziale. L’organismo conserva poi la quantità di vitamina accumulata per renderla disponibile quando serve (inverno). L’altra fonte di vitamina D è l’alimentazione. Tra gli alimenti più utili alla generazione di vitamina D troviamo alcuni pesci (aringa, sgombro, pesce azzurro), il burro, i formaggi grassi, le uova, i funghi.

Negli adulti viene raccomandato un apporto vitaminico (meglio se naturale) di almeno 10 μg al giorno; 15 μg nell’anziano.

La diffusa informazione sul pericolo del sole per il cancro alla pelle è da prendere con cautela. Solo un’esposizione esagerata, anche per ragioni professionali (contadini, pescatori, ecc.) può dare origine a processi tumorali della pelle (come i melanomi). Mentre la tendenza a stare nei luoghi chiusi, specie nei bambini, può essere deleteria per la salute, per la insufficiente produzione di vitamina D.

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